6 novembre 2012

Furto, con lucro, dello Stato sociale

* di Luciano Gallino


Lo Stato sociale non è una merce e non è una merce il modello sociale europeo che lo ha rappresentato. Perché lo Stato sociale rappresenta la realizzazione di alcuni princìpi universali esplicitati, ad esempio, nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo del 1948 e nella nostra Costituzione. Ma oggi in Europa è in corso il tentativo di affermare che lo Stato sociale e il modello sociale europeo siano delle merci da trasformare in qualcosa di commerciabile e vendibile. Lo si fa in diversi modi, innanzitutto con un mare di pubblicazioni che insistono su una serie di punti che, pur non essendo sostenuti o confermati dall'evidenza empirica, fanno presa su tutti, perfino su chi non ci crede.
Si dice, ad esempio,...........

29 ottobre 2012

Firenze 10+10


Oltre tremila partecipanti, quattro giorni di lavoro, la stessa cornice di dieci anni fa, la Fortezza da Basso, ma un contesto politico tutto diverso. 
Si perché quando, nel 2002, i movimenti e le reti europee si diedero appuntamento a Firenze per dar vita al primo Forum sociale europeo, la crisi era solo una conseguenza annunciata delle analisi dei movimenti sull’impatto prossimo della globalizzazione economico-finanziaria. Oggi, invece, è una realtà nella quale siamo tutti immersi.......

23 ottobre 2012

Le donne e la crisi

"Sono solo un pò deluso. 
In una fabbrica, con qualche difficoltà, la cassa integrazione, e tante preoccupazioni, la risposta dei miei compagni di lavoro ai soprusi dell'azienda si è fatta sentire....
C'è una diffusa consapevolezza che c'è, ci deve essere, un limite a tutto. 
Si possono subire, sopportare, contratti non applicati, normative interpretate a piacere, velate minacce e ricatti di vario tipo.....
Ma quando viene meno il rispetto delle persone e delle loro vite si riesce a dire ancora un basta! 
E credo che tra quelli che dovrebbero sentire maggiormente il bisogno di far sentire la propria voce, in mezzo a quella di tutti i compagni di lavoro, ci siano le persone più deboli e quindi più martellate nello squilibrato rapporto personale con l'azienda. Sono quelli che stanno peggio e pagano il prezzo più alto. Tra questi, come sempre, le donne. 
Ecco la mia delusione.
Le donne sono tra le poche persone che mi hanno deluso...(con poche eccezioni).
Si parla di orario di lavoro, di tempo da dedicare alla propria vita, alla propria famiglia. La mia formazione mentale, la mia esperienza di vita, mi spinge a considerare le donne come le più sensibili, le più interessate e intransigenti sul tema. E le più battagliere!
Non è così nella fabbrica dove lavoro...

20 ottobre 2012

Politica, Lavoro e Vendola

Vendola. Ho ascoltato il suo racconto, appassionato, convinto, che parla al cuore di tanti che credono ancora al valore del lavoro. Bello.
E la persona Vendola che trasmette una immagine di sè onesta, perbene.
Forse una figura della politica italiana di oggi che bisogna mantenere, ascoltare, coltivare.

18 ottobre 2012

Sù la testa!

Settimana pesante, questa.
Giornate di scontro, in fabbrica. Una direzione aziendale dispotica.
La voglia di farti piegare la testa. Di far prevalere le scelte aziendali sulla tua vita. Flessibilità totale. Mancanza di rispetto. La pretesa di "usare" i lavoratori come si usa una macchina. 
L'arroganza di voler sanzionare, calpestare, coloro che si ribellano.
                                                                              
Ma anche l'emozione di vedere tanti lavoratori solidarizzare. L'indignazione di tanti compagni che si fermano, scioperano, escono dalla fabbrica a testa alta, guardando dall'alto in basso piccoli dirigenti che non capiscono. Sono povere persone a cui manca la dignità. Loro, la dignità  l'hanno venduta per la carriera. E il mio cuore che si riempie di gioia, siamo ancora in campo! Ritorniamo a pretendere rispetto.

30 aprile 2011

Grazie..compagni!

Sì lo sò, per alcuni dei (tanti) miei compagni di lavoro che hanno voluto, in questi giorni, dimostrarmi fiducia e solidarietà, la definizione “compagni” li può imbarazzare un poco.

Però io continuo a credere che alcune parole portano con sè un significato, una storia, dei valori di fondo che vanno ben aldilà delle ragioni di coloro che di volta in volta se ne appropriano per dei fini “particolari” o per marcare dei recinti.

Compagni! Per me significa non solo collega, alleato, collaboratore…porta con sè anche valori come l’ amicizia, la condivisione, il rispetto. Significa ripercorrere una storia politica e sindacale del nostro Paese, delle nostre fabbriche, del nostro vissuto, fatta di sacrifici, di conflitti, di feroci discussioni e anche irrimediabili divisioni. Ma sempre nel massimo rispetto delle persone, dei compagni di lavoro, delle elementari

16 aprile 2011

La storia e il cortile

di Concita De Gregorio

Ecco le immagini dei morti della Thyssen, che hanno appena avuto giustizia: non fu una fatalità ma omicidio volontario. Ed ecco i fotogrammi del volto tumefatto di Vittorio Arrigoni negli ultimi istanti di vita. Con tutto questo davanti agli occhi è davvero difficile, oggi, sopportare la distanza tra chi ha perso la sua vita nel lavoro o per la causa in cui credeva, tra chi “agisce” la politica e chi la manovra, invece, piegando tutto al proprio personale interesse.
La distanza tra il mondo attorno, il suo dolore, i suoi sogni e la sua fatica e il piccolo asfittico cortile di casa dove animali addomesticati ingrassati da farine artificiali girano senza sosta nella ruota del criceto.
Risulta di lampante evidenza, in un giorno come questo, la manifesta assenza di visione, di prospettiva, di talento e di capacità di chi guida l’Italia in un’opportunistica navigazione a vista, concedendo manciate di mangime a chi strilla più forte,