La disastrosa crisi economica della Grecia e il piano per risanare il Paese, “più tasse e meno salario”, mi ricorda molto le scelte, molto simili, fatte anche in Italia negli ultimi vent’anni. Per entrare in Europa, per riformare un Paese corrotto, per rilanciare l’economia, la competitività e la produttività, l’efficenza della pubblica amministrazione e dell’intero sistema italiano, la ricetta che si è usata e che ancora oggi viene periodicamente invocata (vedi capitolo lavoro e previdenza) è sempre stata quella: tagliare i costi del lavoro, dello stato sociale, ridurre diritti e garanzie, imporre le cosidette regole del mercato, allargare i consumi e quindi diffondere il debito. Precarizzando i rapporti e la vita delle persone dentro la società. E la situazione dello Stato italiano non mi pare molto più avanzata e tranquillizzante rispetto a quella ereditata solo qualche mese fà da Papandreu… E’ la classica, antipopolare, politica liberista (...................)